San Falco nacque nella secona metà del X secolo a Taverna. E' probabile che da giovane abbia lasciato la propria famiglia (forse Poerio) per ritirarsi in preghiera e in penitenza nel romitorio di Pesaca. In quel luogo solitario e silenzioso, sotto la sorveglianza dell'Abate Ilarione, capo dei monaci basiliani, egli visse in umiltà e servizio assieme a religiosi Santi come S. Rinaldo, S. Franco, S. Orante e S. Giovanni. A seguito delle innumerevoli incursioni saracene e dei saccheggi, molti religiosi si rifugiarono in terra d'Abruzzo. Tra la moltitudine di cristiani fuggiti dalle patrie natie, vi fu anche Santo Abate Ilario con sette suoi fratelli tra cui San Falco. Essi si fermarono nelle vicinanze del fiume Aventino che scorre lontano dall'abitato di Palema. Qui con l'aiuto della popolazione dei Castelli vicini, i religiosi comprarono un terreno su cui costruirono piccole celle e una chiesetta. Riprese così la loro vita austera, dedita alla meditazione e all'aiuto del prossimo, suscitando l'ammirazione della gente del posto, a tal punto che molti lasciarono il mondo per ritirarsi nel romitorio. Durante un pellegrinaggio verso Roma i religiosi incontrarono sette indemoniati che riuscirono a guarire con le loro preghiere. Dopo la morte dell'Abate Nicolò Greco, i religiosi si divisero e ognuno seguì la propria strada. Fu così che San Falco si diresse verso le terre dei Pellegrini giunse a Palena dove si fermò con l'intento di riposarsi e di proseguire poi per Roma. Dio lo volle per sempre a Palena dove si sistemò in un piccolo eremo fuori dalla città. Tutti nei dintorni conoscevano la sua santità e il potere fornitogli da Dio sugli spiriti maligni che in gran numero possedevano uomini e campagne. Il 13 gennaio (forse della seconda metà del XV secolo) nel paese si sentì suonare la campanella dell'eremo. Alcuni giovani si recarono sul monte per vedere cosa volesse San Falco, ma lo trovarono privo di vita steso su una tavola tra due candele accese, una vicino al capo e l'altra ai piedi. La campanella suonava da sola per annunciare la morte di quell'uomo tanto amato. Il corpo del santo fu seppellito nella chiesa di Sant'Egidio Abate, dove il suo corpo continuò ed emanare un soave profumo avvertito anche nell'eremo il giorno della sua morte. Nel 1383 il corpo di San Falco venne trasferito nella chiesa Matrice di Sant'Antonio dove fu costruita una ricca cappella. Oggi San Falco è il protettore di Palena, a lui fu eretta una statua d'argento, a mezzo busto, dentro la quale è custodito il Sacro Teschio che viene esposto ai fedeli il 13 gennaio, giorno della morte, e nella domenica successiva al 29 agosto, in ricordo della traslazione delle sue reliquie dalla chiesa di Sant'Egidio a quella di Sant'Antonio. A distanza di secoli, studi approfonditi sul Santo e le sue origini, hanno condotto i tavernesi a scoprire i luoghi in cui San Falco ha trascorso gli anni più importanti della sua vita. Così nel 2002 le autorità civili e religiose di Taverna insieme ad un gruppo di cittadini hanno raggiuno Palena con la quale Taverna si è unità in gemellaggio storico-religioso. In omaggio a questo gemellaggio i palemesi hanno donato un uguale busto di argento del Santo che attualmente si trova nella chiesa di Santa Maria Maggiore in Taverna.