Originariamente questo monastero era un Conservatorio di terziarie francescane e, dopo la riforma tridentina, adottò la regola di Santa Chiara. Costruito nel XV secolo, il monastero aveva una sala d'ingresso, il parlatorio, il coro con due quadri, quattro vani bassi, undici stanze, la cucina, il lanaro, il forno, una baracca di fabbrica e tre canalini nell'orto. Particolare interessante era anche costituito dal campanile composto da tre campane di cui una grande, una media e una piccola. L'11 maggio del 1754, a seguito di un grande incendio, il convento subì gravi danni. Per la ricostruzione del convento, lo stesso si indebitò con Emanuele Poerio. In seguito, l'Abadessa suor Rosa Lucà stabilì che la dote per essere ammesse nel convento doveva essere di 200 scudi romani corrispondenti a 250 ducati per le suore numerate e il doppio per le suore in soprannumero. Il terremoto del 1783 non colpì il convento in quanto risulta che nel 1838 il fabbricato dell'ex convento era caserma di gendarmeria.