Considerato il più grande pittore della Calabria, nacque a Taverna il 14 Febbraio del 1613, da Cesare ed Innocenza Schipani appartenenti a famiglia del ceto degli onorati e, quindi in grado di procurargli una buona educazione culturale. Fu affidato infatti alle cure ed alla dottrina del sacerdote Marcello Anania, persona qualificata e dotta, nonchè nipote di Gian Lorenzo, prima parroco di S. Barbara e quindi vescovo di Sutri e Nepi. In tale contesto il carattere del giovane Preti si forgiò sul piano culturale e religioso consentendogli di acquisire una dimensione di uomo forte e volitivo. Nel 1630, accompagnandosi ad una carovana di mercanti, migrò a Roma, restandovi presso il fratello Gregorio, già avviato all'arte pittorica. Il giovane Mattia ebbe così l'opportunità di conoscere la produzione pittorica del tempo, con forte richiamo per la stessa, al punto che cominciò a cimentarsi ed a dominare facilmente la tecnica ed i segreti più reconditi della pittura. Visse molto a Roma ma non solo perchè la voglia di assimilare in modo pieno lo portò in numerosi viaggi a Bologna, a Cento, nell'Emilia, a Venezia, a Genova, nelle Fiandre e pare anche in Spagna. Comincia così la sua notorietà di pittore, le commissioni di dipinti, le protezioni di potenti mecenanti,le onoreficenze, tant'è che nel 1642 fu nominato Cavaliere di Malta. Ha facile accesso nei palazzi Patrizi e, tra questi, in quello di donna Olimpia Maidalchini, cognata di Papa Innocenzo X°. L'acquisizione di una graduale e costante fama gli consente di subentrare nel 1650 al grande Lanfranco, morto poco prima, per il completamento degli affreschi nella chiesa di S. Andrea della Valle a Roma. Nel 1652 esegue gli affreschi nella chiesa di S. Biagio a Modena, quindi quelli di Villa Panphili a Valmontone. Intanto continua la sua produzione di tele, aventi come tema Santi, Apostoli, Martiri, Eventi Biblici ed altro. Le sue opere sparse nelle chiese, nei musei e nelle pinacoteche italiane ed europee sono innumerevoli e tutte di grande spessore artistico. Dal 1661 al 1669, anno della sua morte, Mattia Preti visse nell'isola di Malta, ivi chiamato dal Gran Maestro dell'Ordine, il Cottonner, con l'incarico di decorare la maestosa chiesa di S. Giovanni, che completò in cinque anni. Anche sull'isola il Preti produsse una infinità di opere, in parte nella chiesa dell'isola, in parte sparse in tutta Europa. E' bello ricordare che con le sue opere il preti si accostava sempre di più a Dio, avendo un grande amore per la povera gente, a cui usava ripetere : "per voi dipingo, non avendo per me bisogno di nulla".