La prima costruzione risale al 1427, di fondazione conventuale francescana. Nel 1438, il pontefice Eugenio IV assegna alla chiesa di S. Barbara il titolo di "Arcipretale". Nel 1651 Alfonso Vincenzo Poerio fonda l'altare della Purificazione. Quattro anni dopo Marcello Anania invia a Roma preziose reliquie e nello stesso anno viene fondato l'altare di S. Maria del Loreto. Nel 1668 l'Arciprete Don Ignazio Piterà paga ai Padri Domenicani la prima rata dei 100 ducati richiesti da Mattia Preti per il quadro del Patrocinio di S. Barbara. La somma pagata serviva per la dotazione dell'altare di S. Giovanni Battista costruito a spese dell'artista per la chiesa di S. Domenico. Nel XVIII secolo, l'interno della chiesa viene arricchito da opere di arredo, nuovi dipinti e statue. A seguito dei danni provocati dal terremoto del 1783, nel 1790 vengono effettuati lavori di consolidamento dell'edificio, nel quale vengono poi trasferiti parte degli arredi della chiesa dell'Osservanza: un Crocifisso ligneo della scuola monastica, la pala della Madonna delle Grazie e altre opere. Gli anni del dopoguerra, segnano l'inizio di una sciagurata opera di ristrutturazione di tutto l'edificio che perde la tipologia architettonica originaria e viene spogliato di buona parte dell'arredo interno. Nel 1970 a seguito dei furti nella chiesa di S. Domenico segue quello del Cristo Fulminante esposto temporaneamente in S. Barbara. Per scongiurare altre perdite le altre opere esposte nella chiesa vengono trasferite nei laboratori della Soprintendenza regionale. Si deve attendere il 1988 per riavere sugli altari quasi tutte le pale devozionali di Preti ed altri autori del XVI e XVII secolo

 

Santa Barbara - interno