Percorrendo la S.S. a pochi chilometri da Albi, guardando a sinistra su un alto costone della Sila, si intravedono dei ruderi che risalgono a circa mille anni fa e che sono la testimonianza di un antico centro religioso detto Badia di Santa Maria di Pesaca. La sua nascita è legata alla storia di Taverna, infatti gli abitanti di Trischene, spaventati dai continui saccheggi dei Saraceni, abbandonano Uria per rifugiarsi sui monti dell'entroterra silano. Si sta completando la costruzione della Nuova Trischene, quando nella notte del 15 agosto 970, alcune persone, guardando verso la Sila, scorgono dei lumi. Il fenomeno si ripete per parecchie notti, fin quando alcuni coraggiosi si recano sulla montagna per vedere cosa stesse succedendo. E' l'otto settembre quando in una fossa trovano un'immagine della Beata Vergine. In realtà, quell'immagine sacra era stata portata li da due ferventi cristiani, greci-italioti, ritirati in quel posto per pregare. Nei dintorni si sparge la voce del "miracolo" e molti fedeli accorrono per rendere grazie alla Beata Vergine. La città di Taberna decide di edificare sul luogo dell'apparizione una chiesa in onore della Vergine Santissima. Con l'aiuto in denaro dei ricchi e con l'opera volenterosa della popolazione, l'edificio sacro viene edificato intorno all'anno mille. Accanto alla chiesa sorge ben presto un romitorio che accoglie i monaci Basiliani, presenti nella città di Taberna, fuggiti insieme al loro Vescovo di Uria. Con il passare degli anni i monaci del romitorio crescono di numero e chiedono che il cenobio diventi Badia e che l'Abate sia Archimandrita, cioè "Capo degli abati Basiliani". Mentre Taberna progredisce, la Badia di Pesaca cresce grazie sopratutto all'opera dei monaci. L'Abbazia contribuisce alla costruzione di Taberna e di altri paesi vicini colpiti da saccheggi ed eventi tellurici. Nel frattempo sulla destra del fiume Alli sorge un ospizio per riparare i vecchi monaci dal freddo e dall'inverno. Ben presto l'ospizio diventa così grande da trasformarsi in un convento di Clausura intorno al 1110. La festa della Beata Vergine attira numerosi pellegrini da luoghi anche lontani e il giorno della festa, l'Archimandrita riceve con tutti gli onori il Vescovo. Il declino del convento di Pesaca comincia nel 1460. Nel 1783 la Badia viene ulteriormente danneggiata a seguito di un evento sismico, ma la Cassa Sacra continua a elargire aiuti ai bisognosi. Dal vecchio romitaggio, oltre ai pochi ruderi, persiste la devozione alla Madonna della Luce, festeggiata l'8 settembre nel Santuario di San Pietro Magisano, che ne ha ereditato la tradizione. I ruderi attualmente presenti appartengono alla chiesa annessa alla Badia.