In questa sezione raccoglierò tutti i contributi che mi saranno inviati e che diventeranno un archivio di ricordi, storie e quanto altro possa essere utile per far conoscere la nostra città, dalla quotidianità di tutti i giorni ai racconti e documentazioni del passato.




 



La "Cronica di Taverna" (manoscritto del secolo XVII tratto dal testo di Ferrante Galas del 1450, attualmente conservato nella Sezione Archeologica Documentale del Museo Civico di Taverna) sarà esposta nella grande mostra "Rinascimento visto da Sud". Matera, l’Italia meridionale e il Mediterraneo tra 400 e 500.
Dal 18 aprile al 19 agosto 2019 al Museo nazionale d’arte medievale e moderna di Palazzo Lanfranchi, Matera
Un evento mai realizzato prima d’ora in Italia per rileggere il Rinascimento guardandolo da Sud, alla ricerca delle rotte mediterranee della cultura, delle arti e degli artisti e comprendere meglio il dialogo e gli scambi tra le diverse sponde di quel Grande Mare che, nei secoli, ha messo in contatto le civiltà e i popoli.
Più di 180 preziose opere d’arte, rarissimi oggetti e documenti storici di forte impatto per ricostruire, attraverso un sorprendente racconto visivo, la fioritura artistica e culturale avvenuta nell’Italia meridionale tra la metà del Quattrocento e la metà del Cinquecento, in relazione con il più ampio contesto del Mediterraneo. Per ragionare sul Rinascimento da un'altra prospettiva che consentirà di mettere a fuoco una storia diversa da quella sviluppata nelle grandi capitali come Firenze, Milano, Venezia, Roma, benchè continuamente interconnessa con i linguaggi e gli eventi che caratterizzavano questi grandi centri.

 


Queste le date della seconda edizione dei mercatini di Natale :

dal 12 al 16 dicembre 2018 a Taverna

 


 


 


Continuiamo a scoprire l'ultimo lavoro di Nino Mustari "Preti, religiosi e laici: persone e fatti del Novecento a Taverna e dintorni"

Vi svelo un po’ alla volta il contenuto del libro PRETI, RELIGIOSI E LAICI: persone e fatti del Novecento a Taverna e dintorni. 
Le pagine sono 250, le fotografie che lo corredano circa 50. 
Qualcuno che lo ha letto in anteprima lo ha definito “un libro prezioso per Taverna”. 
Il capitolo 1 contiene i profili dei preti: don Dionisio Frijio, Don Michele Iona’, Don Tommaso Arrotta, Don Alfredo Bruno, Don Domenico Pullano, Mons Antonio Ciliberti, Mons. Antonio Cantisani. 
Tutti, più o meno direttamente, hanno un posto nella storia recente e contemporanea di Taverna.
 
La presentazione del libro avverrà prossimamente a Taverna, nella chiesa di Santa Barbara.

 


Finito di stampare proprio nei giorni scorsi: "Preti, religiosi e laici: persone e fatti del Novecento a Taverna e dintorni", il nuovo libro che Nino Mustari ambienta nella sua Taverna e nei piccoli centri della presila catanzarese. 
Persone note e meno note della Chiesa locale, della scuola, della cultura e della politica, che si muovono nella quotidianità; avvenimenti di un passato non molto lontano; aneddoti e curiosità; momenti lieti e momenti tragici dell’ultima metà del Novecento, filtrati attraverso i ricordi di un settuagenario. 
Il libro, stampato a tiratura limitata e verrà a breve presentato proprio a Taverna. 
 

 

 


Recuperato, grazie al contributo di Carmelo Pullano, uno "Speciale su Taverna" pubblicato qualche annetto fa su "Il CalabrOne". Lo speciale spazia su vari settori dall'arte alla natura. Buona lettura

 


Da un articolo del 2006 della "La Provincia di KR" a cura di Mimmo Stirparo, un pò di storia sulla nostra Taverna. Anche se non allineate con i nostri tempi fa sempre piacere leggerle.

Grazie a Carmelo Pullano per il materiale.

 

 

 

 


10 ANNI DI "I LOVE TAVERNA"

Dall'amministratore del gruppo Facebook Pullano Tommaso:

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Era il lontano 2008 quando un collega mi convinse ad iscrivermi a questo social network.
"Pensa", mi disse, "ho potuto di nuovo contattare vecchi amici e compagni di scuola che avevo da tempo perso di vista."
Mi iscrissi, un po' titubante e
con mia sorpresa fu veramente così: riuscii a contattare molti amici, colleghi e compagni di scuola e la cosa più bella fu rivedere i momenti più importanti della loro vita attraverso foto e video.
Dopo qualche tempo ebbi l'idea di un gruppo che potesse permettere ai tanti Tavernesi sparsi per il mondo di sentirsi vicini al propio paese d'origine anche se solo virtualmente.
La famosa frase di John Fitzgerald Kennedy:
"NON CHIEDERTI COSA IL TUO PAESE PUÒ FARE PER TE, CHIEDITI COSA PUOI FARE TU PER IL TUO PAESE"
diventò il mio motto;
10 - 100 - 1000 - 10.000 foto sono diventate patrimonio di tutti i Tavernesi e non;
notizie, eventi e tradizioni vengono seguiti giornalmente da tutti coloro che sono iscritti al Gruppo.
Oggi gli iscritti sono 11.000, pensate 4 volte gli abitanti del nostro paese.
Un grazie lo rivolgo al mio co- amministratore del gruppo Mario Amelio, ma
il grazie piu grande va a tutti voi che mi avete voluto onorare della vostra iscrizione al Gruppo " I Love Taverna". Non esisterebbe senza di voi!

Partecipa all'evento

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Taverna la mia città augura buon compleanno ad  "I Love Taverna"

 

 


Secondo memorial "Pino nonno" - 23/08/2018

 

alcuni momenti dell'evento

 


Un pò di storia sui comuni Calabresi -  Dina Sgrò

(Grazie a Carmelo Pullano per il materiale e per la fattiva collaborazione)

 


Giardini delle Esperidi Festival dal 27 al 30 settembre 2018 a Zagarise, Sersale e Taverna

Si svolgerà nel cuore del Parco nazionale della Sila, dal 27 al 30 settembre dislocata fra i tre Comuni di Zagarise, Sersale e Taverna, la quarta edizione di Giardini delle Esperidi Festival.

In questi anni di lavoro Giardini delle Esperidi ha riscoperto l’identità dei luoghi, quella reale e quella immaginata, li ha scoperti e scoperchiati, guardati con nuovi occhi, valorizzati secondo un approccio sostenibile e di cura responsabile. Ora è arrivato il momento di raccontarli con linguaggi inediti, quelli giovani, pionieri, contemporanei.

Nel frattempo in tanti hanno seguito la strada segnata da Giardini delle Esperidi e dai Giardinieri, come vengono chiamati coloro che in questo progetto hanno seminato: eventi, iniziative, nuove aperture si sono susseguite in tutta la Calabria per tutto l’anno. Siamo fieri e felici di aver gettato un seme di bellezza e riscoperta dei luoghi e delle identità, proprio come da progetto e secondo quella speranza che ci accompagna da quando tutto è iniziato.

È arrivato però un momento ulteriore, e Giardini delle Esperidi, che ha fatto del cammino la propria natura, non può sottrarsi a un confronto continuo che dura tutto l’anno con la contemporaneità, con lo stile dei giovani e le esperienze veloci. In questa edizione dal 27 al 30 settembre semineremo il bene attraverso linguaggi intergenerazionali, internazionali e multimediali, per fare ancora una volta rete con chi avrà voglia di cogliere anche questo germoglio. Consolidata l’identità dei luoghi, è ora di restituirli al contemporaneo e, soprattutto nel caso di questa nostra terra inquieta, evolvere il racconto della Calabria che dopo il recupero dell’identità deve, se vuole realmente andare oltre la soglia degli stigmi, rimettersi in cammino con curiosità verso se stessa, ma anche verso ciò che è più distante e che pure è parte di una storia più grande.

Giardini delle Esperidi per farlo racconterà la Calabria Interna: Zagarise, Sersale, Taverna, attraverso i giovani e le loro creazioni, attraverso l’arte contemporanea, gli ospiti internazionali, i recuperi ecologici di sovversione poetica, DJ set di musica elettronica, meditazioni qi-cong, lezioni di foraging, fumetti e cosplayer, e uno spazio riservato interamente alle scuole.

Si partirà con la presentazione del programma il 14 settembre nella sede del Parco Nazionale della Sila a Lorica, con Isabella Bossi Fedrigotti, madrina e amica di Giardini delle Esperidi Festival, i rappresentanti dei nostri luoghi, Sonia Ferrari per il Parco Nazionale della Sila, Domenico Gallelli sindaco di Zagarise soggetto proponente dell’iniziativa, Salvatore Torchia sindaco di Sersale e Sebastiano Tarantino sindaco di Taverna, Comuni aderenti, Riccardo Giacoia, giornalista calabrese, il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro Vittorio Politano, Giuseppe Valentino, direttore del Museo di Taverna, il luogo che conserva con cura i capolavori di Mattia Preti e una straordinaria collezione di arte contemporanea ancora poco conosciuta, infine Romano Pitaro racconterà L’ape furibonda, libro edito da Rubbettino scritto con Bruno Gemelli e Claudio Cavaliere.

Con Giardini delle Esperidi School si entrerà nel vivo del Festival: i laboratori di parole dell’accoglienza con la Casa della Poetessa di Riace, i racconti dei cosplayer a cura del Lamezia Comics&Co, una caccia al tesoro in realtà aumentata nei luoghi della Sila, uno spettacolo teatrale a cura degli studenti del Liceo Telesio di Cosenza, una mostra di scultura degli studenti dell’ABA di Catanzaro. E poi un’immancabile linea guida del nostro tempo: l’integrazione, e il modello attivato nel distretto della Locride, il luogo d’Italia dove si insegna l’umanità, raccontato ai giovani e dai giovani. Le esperienze dei migranti, storie e testimonianze raccontate in prima persona.

Dal 27 al 30 settembre si susseguiranno mostre, vedremo opere di Mattia Preti, Angelo Savelli, Mimmo Rotella, un workshop di poesia tenuto dalla candidata al Premio Nobel per la Letteratura Marcia Theophilo, poeta dei luoghi dell’Amazzonia, la poesia performativa servita da Claudia Fabris per i vicoli del borgo di Zagarise, presentazioni di libri, musica etnica nel segno della diversità come risorsa, uno studio della potenza dei luoghi tramite le erbe antiche e la meditazione, letture degli scritti di Ildegarda di Bingen dalla voce dell’attrice del Festival Imma Guarasci, reading di Franco Arminio, degustazioni esperienziali con storytelling dei cibi di Calabria a cura di Anna Aloi per Igb A casa tua, che coglieranno di sorpresa i visitatori quando meno se lo aspettano, magari durante una passeggiata o una performance.

Come in ogni edizione il Festival immagina un progetto di restituzione della bellezza. Ai giovani del Servizio Civile di Zagarise quest’anno Giardini delle Esperidi ha proposto una sfida ambiziosa: restituire bellezza all’Isola Ecologica con un attacco poetico, un’azione di poesia visiva che renderà il rifiuto una rinascita. Per scoprire come, siete tutti invitati a partecipare.

Appuntamenti quotidiani per un weekend all’insegna della produzione di cultura locale e glocale: l’anima dell’enogastronomia del luogo che incrocia i sapori lontani dell’Africa, lo spirito dell’accoglienza che nasce e cresce solo grazie alle arti (come le installazioni di Ivana Ruffolo sulla Torre Normanna di Zagarise), i canti migranti di Caterina Pontrandolfo e le musiche sefardite del Duo Ephemeris. Un programma intenso in cui sentirsi partecipi non come pubblico ma come anima pulsante di un’azione rivoluzionaria, all’insegna dell’accoglienza, del cambiamento di paradigma, di un nuovo racconto che guarda al futuro. Un racconto sulla Calabria e su un Sud che pensiamo di aver imparato bene, quello che si dispiegherà nelle conversazioni con il procuratore Nicola Gratteri, l’antropologo Mauro Francesco Minervino, l’ideatrice e direttore artistico del Festival Maria Faragò, l’archeologo Francesco Cuteri, gli scrittori Francesco Bevilacqua e Pierluigi Pedretti, l’urbanista Guglielmo Minervino.

Ma non può mancare anche durante questa edizione l’appuntamento più atteso e amato dagli amici di Giardini delle Esperidi. Il trekking sul cammino delle Valli Cupe che quest’anno si arricchisce di temi. Archeologia e botanica da ascoltare immersi nella riserva naturale tra le più importanti d’Italia con l’etnobotanico Carmine Lupia e le musiche di ricerca in un live di Pierluigi Virelli.

Fonte

 


 

 


 


 


 


 


Work in progress. "AVANGUARDIA E TRANSAVANGUARDIA Collezione permanente e cifre temporanee". Museo Civico di Taverna 10 agosto - 30 novembre 2018.

 


 

 


Alcune pagine, tratte dal libro "Della Calabria Illustrata" di Padre Giovanni Fiore da Cropani, che riguardano Taverna

 

     

 

Un ringraziamento speciale al Prof. Vincenzo Toscani da Oriolo per il materiale fornito e per la sua dedizione alla cultura.


Palio Dei Rioni Trischenei 2018 - Taverna 9 Giugno 2018

 


Un piccola intervista sui mulini fatta dal nostro compaesano, sempre attivo sul portale, Rinaldo Gironda Veraldi


Con la collaborazione di Artè Società Cooperativa Sociale e della compagnia i Minolli vi propongo un mini video della riuscitissima iniziativa "Una notte con Mattia Preti: il Museo va in scena"  tenutasi a Taverna presso il Museo Civico Sabato 19 Maggio 2018

 


Sila Catanzarese-Villaggio Mancuso- 20 Maggio 2018, 23^ edizione della "Corri Sila"  - Tagliano per primi il traguardo Luca Uzzano e Francesca Paone!

 

L'A.S.D.Hobby Marathon Catanzaro, con il patrocinio del Comune di Taverna , ha organizzato la 23^ edizione della "Corri Sila", competizione, ormai storica, che attraversa il cuore della Sila Piccola, partendo dalla località Pantane e giungendo fino a Villaggio Mancuso, per un totale di circa 5,3 km.

Il mozzafiato paesaggio Silano che con i suoi alberi secolari ed i suoi fantastici colori in mezzo ai quali prevale e spicca il solare giallo della Ginestra,ha accolto gli Atleti venuti da ogni dove a partecipare a questa edizione della mitica gara "Corrisila", che dopo alcuni anni di assenza è stata riproposta dalla società catanzarese Hobby Marathon e voluta fortemente dal Tavernese Carmelo Sanzi che spinto da una grande passione per la corsa e da un grande amore per il suo territorio,con questa gara mira a far conoscere, ancora di più, gli spettacolari paesaggi silani, che una volta visti, lasciano un segno nella memoria e nel cuore di ognuno.

Alle 10:30 è stato dato il via alla gara, gli atleti sono partiti alla volta di Villaggio Mancuso, e attraversando un percorso suggestivo, ovvero il territorio della Riserva Naturale Biogenetica Statale Poverella-Villaggio Mancuso, ,a una quota compresa tra gli 850 m e i 1.280 m, con foreste di pino laricio, raramente frammisto a querce, ontano nero, ontano napoletano, castagno, leccio e roverella, sono arrivati nel bellissimo Centro Visitatori di Monaco " Antonio Garcea", dove il primo a tagliare il traguardo è l'atleta del Cosenza K42, Luca Uzzano, secondo Giuseppe Rizzuti della Jure Sport, terzo il compagno di squadra Paolo Audia.

Il podio femminile, vede prima Francesca Paone della Hobby Marathon, seconda la compagna di squadra Manuela Foresta che rappresenta la continuità di questa gara, visto che la primissima edizione era stata organizzata dal padre, terza Loredana Scarano dell' Atletica Sciuto. Tra le atlete mi preme menzionare Loredana Scorza, moglie del nostro indimenticabile amico runner Leandro Guarnieri, che con la sua partecipazione ha voluto onorare la memoria del suo caro marito che, era sempre presente a questa manifestazione.

A fine gara tutti gli atleti si sono ritrovati nel centro del Villaggio Mancuso, ovvero vicino al Grande Albergo Parco delle Fate e al Ristorante La Rotonda, dove sono avvenute le premiazioni che hanno chiuso questa bella mattinata di sport.

Un ringraziamento va a tutta la Hobby Marathon ed in particolare a Carmelo Sanzi che con anima si è impegnato affinchè tutto si svolgesse nel migliore dei modi; un ringraziamento va anche agli operatori del circuito podistico Calabrese: atleti, organizzatori, giudici di gara che svolgono il loro compito con grande impegno, e ai tanti che sono sempre nell’ombra ma operano per il nostro sport, che è elemento basilare per una crescita socio culturale del nostro paese.

Fonte e Galleria Fotografica



Eccellenze tavernesi: A.&P. Marmi snc, artigiani a Taverna tra passato e futuro

Oggi raccontiamo la storia dell' A.&P. marmi snc, azienda artigiana a conduzione familiare che da 40 anni si occupa della lavorazione di marmi e graniti in tutto il territorio pre-silano. Protagonista del nostro racconto è Sebastiano Puleo, rappresentante della seconda generazione di marmisti.

La storia, tra passato e futuro

Dopo le sculture in legno e le creazioni sartoriali oggi vogliamo farvi conoscere un'altra solida realtà artigiana presente a Taverna: la A.&P. Marmi snc, la quale si occupa della lavorazione del marmo e dei graniti sin dal 1977, da quando cioè Giuseppe Angotti, dopo 10 anni passati a lavorare il marmo a Merano, decise di ritornare nel suo paese natìo per continuare il mestiere imparato al Nord. Dopo averne parlato con i suoi due cognati, Giuseppe e Salvatore Puleo, i tre decisero di intraprendere questa nuova avventura fondando la Angotti & Puleo Marmi.

Dopo circa 30 anni di lavori nel campo edilizio e funerario, nel 2010, entra in azienda il rappresentante della seconda generazione di marmisti, Sebastiano Puleo figlio di Salvatore il quale, conseguito il diploma, decide di affiancarsi per continuare la lavorazione di questo prezioso materiale, il tutto dopo anni di apprendistato seguendo i preziosi consigli del padre e degli zii.

Ed è proprio Sebastiano Puleo a parlarci dell'azienda di famiglia:

<< Sin da piccolo passavo il mio tempo libero nel laboratorio di mio padre, cercando di apprendere i cosiddetti trucchi del mestiere; non è stato difficile quindi capire cosa volessi fare una volta terminati gli studi. Nel corso degli anni, nonostante la grave crisi che ha colpito il nostro settore, ho sempre cercato, ricordando gli insegnamenti ricevuti, di seguire il passo dei tempi, e mai ho pensato che ciò fosse difficile per il fatto di operare in una terra particolare quale è la Calabria.>>

Lavorazioni artigianali quindi, sempre con un occhio rivolto ai nuovi materiali che il mercato sta proponendo:

<<Abbiamo cercato di proporre alla clientela la lavorazione di nuovi materiali, quali ad esempio il Lapitec oppure di realizzare, insieme a mio padre, mio fratello e mia sorella, quelli che noi chiamiamo marmoggetti, ossia oggetti da regalo, per la casa, l'ufficio o il giardino che di solito sono realizzati in altri materiali (legno, plastica, ferro etc) mentre noi li realizziamo in marmo! >>

Nuovi materiali e nuove strumentazioni con uno sguardo alla tradizione artigiana del passato

Il lavoro del marmista, così come tanti altri mestieri, nel corso degli anni ha subito una forte accelerazione dal punto di vista delle tecniche e degli strumenti utilizzati:

Sebastiano Puleo (a dx) mentre riceve l'attestato come più giovane trasformatore Lapitec autorizzato della Calabria

<<Devo ammettere che non è affatto semplice, operando in una piccola cittadina come Taverna, stare al passo con i tempi per quanto riguarda la lavorazione del marmo: vuoi per la lontananza dai grossi centri abitati, vuoi per il bacino di utenza minore rispetto alle città più grandi, vuoi per il periodo di crisi che stiamo affrontando.

In azienda quindi abbiamo deciso di adottare una strategia rischiosa, ma consona alla realtà lavorativa nella quale operiamo: pur con un graduale ammodernamento degli strumenti e delle tecniche utilizzate, mettiamo sempre l'artigiano al centro di ogni nostro lavoro; la macchina è solo uno strumento di supporto per le nostre realizzazioni! Sembra una cosa scontata ma, vi assicuro che, visitando fiere del settore a Bologna e Verona, vi sono in commercio macchine che, se programmate, riescono a farti ottenere un prodotto finito senza il minimo intervento umano, eccetto quello della programmazione della macchina stessa a inizio lavoro; alla fine ottieni un prodotto che, secondo me, non ha nulla della storia, della fantasia, della creatività che ha portato alla sua realizzazione!

L'aspetto della modernizzazione ci interessa maggiormente quando parliamo di nuovi materiali da poter utilizzare, quali ad esempio il Lapitec, del quale sono uno dei pochi trasformatori autorizzati nella nostra provincia e il più giovane della Calabria.>>

A.&P. marmoggetti

Da sempre, in tutte le attività, dalla realizzazione di un prodotto si ottiene del materiale che, per dimensioni e altre caratteristiche, risulta difficile da utilizzare nuovamente. Anche all'A.&P. Marmi si sono trovati difronte a tale problema, ed hanno pensato di risolverlo reimpiegando il materiale di piccola taglia per realizzare, così come li chiamano loro, dei marmoggetti:

<< Il problema si è posto quando ci siamo trovati ad avere tanti piccoli pezzi di marmo non più utilizzabili per i nostri prodotti di taglia più grande; abbiamo allora deciso di utilizzarli per realizzare quello che viene solitamente poggiato su un marmo da cucina: porta tovaglioli, porta rotoli, cassette etc. Dopo aver iniziato questa nuova produzione circa un anno fa, ultimamente abbiamo iniziato a far vedere i nostri marmoggetti nelle varie fiere/sagre del comprensorio e devo dire che la gente rimane sempre molto colpita nel vedere oggetti in marmo quando solitamente  sono realizzati in altri materiali.>>

Fare di necessità virtù quindi, proponendo al cliente un oggetto molto spesso unico (ogni marmoggetto viene realizzato in pochi pezzi), lavorato artigianalmente e con una elevata cura per ogni minimo dettaglio:

<<La caratteristica dei nostri lavori è proprio quella di realizzarli artigianalmente, rappresentando con il marmo quello che la nostra fantasia ci ispira: dai marmoggetti per la cucina siamo passati alle cassette in marmo travertino, portalibri, targhe personalizzate, orologi, articoli da regalo e bomboniere, piccoli oggetti di bijouteria fino ad arrivare a componenti per il giardino quali fontane, tavolini e piastrelle.>>

Progetti futuri

Azienda proiettata nel futuro senza dimenticare tecniche e lavorazioni della tradizione artigiana; quali siano i progetti futuri ce li spiega Sebastiano:

<< Per quanto riguarda le lavorazioni principali, contiamo di specializzarci ancora di più sulla lavorazione del Lapitec,  proponendo al nostro cliente nuovi materiali e nuove tipologie di lavori. Nel 2017 esordiremo con il nostro sito nel quale esporremo anche i nostri marmoggetti che saranno disponibili per la vendita on-line. Pensando all'A.&P. Marmi immagino, in un futuro non molto lontano, un nuovo laboratorio nel quale poter coniugare la tradizione dell'arte del marmo con l'uso di tecnologie più avanzate!>>

Complimenti anche a te Sebastiano rappresentante di quella voglia di fare che caratterizza i giovani cittadini di Taverna.

Info:

A&P marmi

A&P Marmoggetti

A&P marmi snc, piazza Santa Maria - Taverna (CZ) - cell. 3275357011


Da un appunto su un libro di padre Francesco Raffaele:

Leandro Alberti, scrittore bolognese, passò da Taverna nel 1526 e così scrisse:

"Si vede in bella valle Taverna nobile castello et molto pieno di popolo,ove sono nobili et litterati huomini in ogni facultà et massimamente nelle leggi canoniche et civili, oltre quelli che vi si veggono assai ornati di lettere greche et latine, onde ne risulta gran nome alla Calabria"

Grazie a Carmelo Pullano per l'attenta collaborazione


I catananni

Ricordo innanzitutto che il Villaggio Mancuso prima si chiamava "i catananni" ed in quel luogo, nel mese di agosto degli anni 1960-70, si svolgeva una gara con le moto che consisteva di fare un percorso tracciato con dei birilli e veniva premiato colui che riusciva a farlo in minor tempo, in minor cadute di birilli ed anche colui che riusciva a completarlo con minore penalità che consisteva nel poggiare il piede quando si perdeva l'equilibrio! 

Carmelo Pullano


Ricordi di fanciullezza

Tempo addietro, entrando in un ufficio pubblico ho notato una quantità di luci accese pur essendo solo le 10 del mattino ed una giornata splendida di sole, mi sono sentito defraudato e per istinto sono andato a cercare qualche interruttore per spegnere almeno parzialmente tutta quella luminosità visto che anch'io contribuivo a pagare la bolletta di quello spreco e, per mia fortuna, sono riuscito a trovare un interruttore che ho premuto riuscendo a spegnere una decina di luci senza che nessuno se ne sia acccorto. Dopo un pò mi venne in mente come un lampo gli anni del dopo guerra intorno alla fine degli anni 1940; nelle case pochi avevano il frigorifero oppure il grammofano per ascoltare la musica, invece molti avevano un contratto chiamato "FORFAIT" con la società che erogava la corrente elettrica e consisteva nel pagare una quota fissa al mese (200 o 300 lire)e quell'utenza aveva diritto ad avere in quella casa una sola lampadina accesa senza l'uso di spine varie e senza contatore. Quella luce si accendeva solamente quando cominciava a fare buio e si spegneva al mattino quando faceva giorno, praticamente in corrispondenza dei tempi di accensione e spegnimento della pubblica illuminazione. Essendoci questa carenza di luminosità in altri posti della casa si faceva ricorso a qualche lume ad olio che si preparava mettendo in un bicchiere metà acqua e metà olio, poi si metteva un fiorellino secco chiamato carrubba, sopra un triangolino che galleggiava su un pezzetto di sughero e accendendolo rimaneva acceso per oltre 10 ore, mentre altri usavano il lume a petrolio! Questo per me è il paradosso del nostro tempo sui consumi.

Carmelo Pullano


Partita a carte

Vorrei raccontarvi un altro aneddoto che si verificò a Taverna negli anni 1950-55. Era sovente in quegli anni che gli uomini dopo una giornata di lavoro si recassero alle putiche con gli amici e si beveva qualche mezzo litro di vino o qualche birra giocando prima qualche partita a carte. Dopo aver finito di giocare si tirava a sorte il padrone di tutto ciò che si era giocato. Mi spiego meglio: dopo la partita si faceva un giro di carte e colui che aveva la carta superiore veniva nominato "padrone" a prescindere di chi aveva vinto o perso e disponeva di tutto sia delle bevande e sia di chi doveva bere e chi no; succedeva anche che il padrone egoisticamente beveva tutto lui, lasciando gli altri giocatori "all'urma" (a bocca asciutta). Dietro tutto ciò a casa c'era la famiglia che aspettava il genitore per poter cenare tutti insieme; la mamma mandava il figlioletto con un incarico ben preciso "vai alla putica e vida chi fine sta facenno patretta". Il ragazzo, obbediente, andava a vedere e tornava a casa per riferire alla mamma: "papà sta ancora jocannu". Trascorso un altro po di tempo, non vedendo rientrare il coniuge, la mamma rimandava il figliolo a vedere a che punto erano i giocatori. Il figliolo andava e tornava a casa con queste parole: "papà sta fumannu" , la mamma di riflesso dice: "allora ha sicuramente perdutu a partita ed è nervosu". Trascorsa un'altra mezz'oretta non vedendo ancora arrivare il capo famiglia,la mamma rimandava ancora il figlio per un'altra perlustrazione, che regolarmente il figliolo faceva e tornava a casa; la mamma che aspettava impaziente chiede al figlioletto: "allora patretta sta venennu oppuru no?". Il figlio messaggero risponde: "papà sta jestimannu comu nu dannatu" a questo punto la mamma sentenzia: "nui ncuminciamu a manciare e patretta quannu vena si vo mancia e si no va e se curca".

Carmelo Pullano


Ricordi d'infanzia

Ricordo che la prima televisione che arrivò a Taverna fu nel 1959, la fece installare il caro ed indimenticabile Sacerdote Michela Jonà. Lui abitava in un vecchio palazzo di proprietà della famiglia Ricca di Taverna in via San Silvestro, zona nord. Pur essendo molto in alto, per poter vedere la televisione fu necessario installare l'antenna sopra un traliccio che si innalzava per quasi 20 metri e dopo enormi tentativi di orientamento, posizionandola in direzione Sellia Superiore, si vide l'immagine non troppo chiara perchè si vedeva tanto nevischio, però si riusciva a vedere. Fu un giorno da ricordare e quando si sparse la voce nel paese di questa scatola visiva, sembrava una processione alla sera per andare a vederla anche perchè i programmi iniziavano intorno alle 18.00. Ricordo anche che, la stanza in cui era messa la televisione non era sufficiente a contenere le tante persone che arrivavano ed allora il Sacerdote Jonà lasciò aperto il portoncino posizionandola su un piedistallo abbastanza alto ed essendoci un atrio spazioso, riuscivamo a vedere tutti pur restando fuori dalla stanza. 

Prima che arrivasse questo elettrodomestico, i ragazzi, trascorrevano le giornate giocando con un cerchio di ferro facendolo rotolare spingendolo con un bastoncino, oppure alle stacce e, quelli più grandicelli, alle bocce lungo la strada anche perchè di macchine ne passavano poche decine al giorno; un altro gioco pericoloso che facevamo era con le frecce, lanciando pietre anche in direzione della campane per sentirle suonare oppure facevamo un arco con i ferri di qualche ombrello rotto per allenarci a fare il tiro a bersaglio. 

Carmelo Pullano